Lealtà ecclesiastica e politica unitaria

AmatLa conferenza vorrebbe rispondere all'esigenza di far luce su un periodo storico, quello che va dalla restaurazione all’unità, denso di tutti quegli avvenimenti che videro come protagonista, tra gli altri, lo stato pontificio. Infatti, se in un primo momento la chiesa mostra un’apertura alle forze unitarie tanto da sostenerne la causa, poi, protetto da Napoleone III, fece un passo indietro per difendere la sua indipendenza e autonomia nei confronti del neo nato Regno d’Italia. In Sardegna, complice il naturale isolamento politico e geografico, il controllo statale arrivò sin dai primi anni dell’800 con una sorta di do ut des tra stato e chiesa, avallato da Carlo Alberto prima e da Carlo Felice poi. Dopo la perfetta fusione, il vento anticlericale giunse anche sull’isola mietendo conventi, seminari e scuole religiose.

Personaggio emblematicamente rappresentativo di questi anni è certamente il Cardinale Luigi Amat di San Filippo, nativo di Sinnai (1796 - Roma 1878) cardinale negli anni cruciali del Risorgimento, svolgerà un ruolo di mediazione con moderati e federalisti nella breve stagione neoguelfa. Il cardinale sardo, fine diplomatico nelle nunziature (Madrid e Napoli) e prudente politico di governo delle province più difficili per lo Stato Pontificio, partecipa al dibattito sulla necessità di coniugare indipendenza e sovranità italiana.

Tra i suoi interlocutori Luigi Carlo Farini e Vincenzo Gioberti. Cardinal legato di Bologna governa un territorio di frontiera coinvolto nel conflitto tra piemontesi e austriaci. La legazione bolognese è tra le più attive nel sostegno della campagna militare contro gli austriaci, lo stesso Gioberti è ospite del cardinale Amat nel palazzo di governo. Neppure l'allocuzione papale del 29 aprile 1848 riuscirà a dissolvere le speranze di un'Italia federalista assieme al mito di un papa nazional-liberale. solo nell'autunno del 1848, con l'assassinio di Pellegrino Rossi, finirà la fase neoguelfa del risorgimento italiano e si avvierà una politica di aperta ostilità del governo pontificio verso ogni ipotesi nazionale.

Il cardinale Amat continuerà a Roma la sua vita di curia caratterizzandosi per le capacità di dialogo al punto da essere candidato come mediatore per un impossibile concordato tra Vittorio Emanuele II e Pio IX. Decano del Sacro collegio, parteciperà all'elezione di Leone XIII.

 

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Conferenza del 21 Febbraio 2013

 

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